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Diario di viaggio: l’amicizia ai tempi dello zaino in spalla

Ogni volta che comunico a un amico che sto per mettere lo zaino in spalla e partire non mi chiede più “con chi vai?”, ma solo “e dove vai questa volta?”. Mi piace molto viaggiare da sola, perché in realtà sola in viaggio non lo sono mai. Cuba, San Francisco, Maldive, Bangkok, Lanzarote sono posti che mi sembra di poter chiamare casa, per le esperienze che ho vissuto, ma soprattutto per chi ho conosciuto lì. Dieghito, Romain, Pepe, Matteo, Carmen sono persone che ho incontrato per caso mentre ero concentrata a cercare informazioni su una mappa oppure seduta su una panchina per riposare un po’ le spalle dal peso dello zaino, ma sono tutte diventate speciali.

Ogni volta che viaggio da sola mi apro alla scoperta e mi capita di incontrare qualcuno per cui vale la pena riscrivere le geografie emotive di questo globo pieno di acqua e cieli da attraversare. La mappa dei miei affetti è fitta e intricata e copre quasi tutto il mondo. E sapete cosa? Non ho intenzione di smettere!

9.00 Colazione

È il mio primo giorno in questo paradiso su terra. Ho scelto il Madagascar incuriosita dai racconti di viaggio di alcuni blogger che seguo. Avevo voglia di un mix tra relax, avventura e divertimento e ho deciso di venire in un villaggio per concedermi qualche ora tra mare e piscina, ma anche per dedicarmi a delle escursioni e vivere una vera e propria esperienza di viaggio come piace a me.

Sono arrivata ieri sera con un volo lungo, ma fortunatamente avevo il posto lato corridoio e ho potuto alzarmi per sgranchirmi le gambe, ho messo un po’ di crema sul viso (l’aria condizionata secca la pelle e dovevo prepararla all’abbronzatura!), ho guardato Madagascar e Madagascar 2 insieme a Ginevra, la bambina che era seduta accanto a me, e ho chiuso un po’ gli occhi per sognare di essere già a bordo piscina con un cocco fresco con cannuccia tra le mani. La realtà supera il sogno: la frutta che sto mangiando in questa colazione è talmente matura e profumata che non avrei potuto immaginarla così buona. Mentre ci contendevamo l’ultima brioche al miele (ma immediatamente il cameriere ne ha portate delle altre), una ragazza con i capelli rossi, forse francese, ha notato il mio bracciale con il testo di una canzone della mia band preferita, lo ha indicato e mi ha fatto un segno di approvazione. Ho sorriso, le persone simpatiche si riconoscono dalla musica che ascoltano.

10.00 Bordo Piscina

Sono un po’ indecisa: mi tuffo prima e poi leggo un po’ oppure leggo prima un po’ e poi mi tuffo? Domande metafisiche da vacanzieri! Splash!- mi tuffo. E in acqua chi trovo? La ragazza della colazione! Si chiama Camille, è anche lei qui da sola e ha deciso di prendersi un anno sabbatico per viaggiare perché era stufa del lavoro a Parigi e aveva bisogno di una ventata di aria fresca. Mi ci ritrovo perfettamente. Le ho raccontato la mia storia, le ho detto di quanto lavorare tra quattro mura, per 14 ore al giorno davanti a un pc mi stesse stretto e ci siamo trovate a ridere insieme con complicità di chi invece pensa sia proprio quello il traguardo.

-“Con un mondo sconfinato e meraviglioso da vedere, come possono convincersi che la foto di sfondo del loro computer sia il panorama più incantevole da ammirare?”

– “Non lo so Camille, ma da qui noi possiamo goderci uno scorcio meraviglioso sull’Oceano Indiano”. Abbiamo sorriso. Mi sono sentita proprio a mio agio e le ho proposto di fare insieme una delle escursioni che ho programmato: il tour delle isole vicine al resort.

11.00 Tour in barca

Camille ha accettato con piacere, abbiamo continuato a chiacchierare andando verso la spiaggia e siamo arrivate giusto in tempo per salire su una delle barchette con parasole in partenza per le tre isole. Il tour è fenomenale. Dopo averli visti nei cartoni animati ho finalmente incontrato dei Lemuri a Nosy Komba. Sono simpatici e fotogenici. Non ho voluto disturbarli, ma ho chiesto a Camille di farmi uno scatto in loro compagnia: foto profilo definitiva. La seconda isola del tour è Nosy Tanikely: un mare così azzurro davvero non mi era ancora capitato. Riserva marina, qui abbiamo nuotato con delle piccole tartarughe. Ultima tappa prima di rientrare è stata Nosy Fanihy con coralli e conchiglie che ci hanno fatto riflettere su come la natura riesca a creare delle cose formidabili. Ho scattato alcune foto a Camille: il corallo si abbinava perfettamente ai suoi capelli rossi.

20.30 Cena da Michelangelo

Sarà forse merito del nome, ma Michelangelo, lo chef del villaggio, è un artista. Sono a cena con Camille. Non abbiamo ancora smesso di raccontarci le nostre vite, accennando anche a qualche nuovo viaggio che ci piacerebbe fare insieme. Il cibo è delizioso: crudi, pesce alla griglia, banana fritta, vino locale. Finalmente posso assaggiare i sapori dell’Africa. Un vero viaggio per me consiste nello scoprire i posti con tutti i 5 sensi ed è proprio quello che sto facendo qui.

22.30 Serata Malgascia

Fa notte tardi, riesco a vedere uno splendido tramonto dai colori così intensi che mi sembra di essere in quadro espressionista. Sono abituata a organizzare da sola i miei viaggi e a cercare sempre qualcosa di tipico del posto in cui vado, così come Camille, e in effetti la Serata Malgascia che propongono gli animatori sembra davvero divertente e decidiamo di andarci dopo cena.

Balli e abiti tipici, i colori e i profumi di questo posto incantevole intorno noi, un po’ di rum allo zenzero… mi sento libera, felice, in buona compagnia. Riesco perfino a spegnere per un po’ il cellulare e i social network. Anche se c’è il wi-fi ho proprio voglia di godermi questa vacanza che sta iniziando nel migliore dei modi con un po’ di “digital detox”.

Saluto Camille, andiamo a dormire, domani andremo a fare un giro nella capitale per visitare il mercato o ci rilasseremo con un massaggio nella SPA del villaggio. Abbiamo deciso di incontrarci per la colazione e scegliere in quel momento cosa fare.

Entro nella mia camera, grande quanto la mia casa di Milano, ma con un balconcino che affaccia sull’Oceano. Appena riaccendo il cellulare per impostare la sveglia per il giorno dopo mi arriva un messaggio, è una foto che Camille ha fatto a un camaleonte: “Vedi come è carino? Riesce a prendere il colore di ogni luogo in cui si posa, ha dentro di sé l’arcobaleno. Proprio come noi”.

La mappa dei miei affetti si è allargata: ho un’amica in più.

 







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